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L’incontro prende le mosse da un articolo di Maurizio Borghi uscito nel quarto numero di “Quale Europa. Cronache per capire, discutere, scegliere”, la newsletter trimestrale del Forum Disuguaglianze e Diversità in cui un vasto gruppo di studiosi e studiose, esperti esperte, attivisti e attiviste, danno conto del lavoro delle istituzioni europee su una serie di temi ritenuti fondamentali*.
Con l’approvazione della direttiva “Omnibus I” il Parlamento europeo ha dato il via libera al primo “pacchetto” di “semplificazioni” voluto dalla commissione von der Leyen. Nel linguaggio dell’esecutivo UE, “semplificazione” è un eufemismo che nasconde un indebolimento delle tutele per i cittadini e le cittadine, in particolare in tema di protezione dell’ambiente, di uso dei dati nell’economia digitale e di investimenti nella tecnologia militare.
Due sono le norme che riguardano il digitale, l’Omnibus IV e, soprattutto, la proposta di regolamento “Digital Omnibus” pubblicata in versione finale il 19 novembre e che ha iniziato l’iter di discussione. Entrambi mirano a “semplificare” le regole sull’uso dei dati personali da parte delle aziende del digitale, in particolare quelle che sviluppano modelli di intelligenza artificiale (IA), con interventi diretti sul testo del Regolamento generale per la protezione dei dati personali (GDPR).
Il primo pacchetto, l’Omnibus IV, estende le deroghe a favore delle piccole medie imprese rispetto a obblighi di rendicontazione previsti dal GDPR raddoppiando la soglia di dipendenti per beneficiare delle deroghe (da 750 a 1500). Si tratta di misure tutt’altro che irragionevoli, che aggravano tuttavia un fenomeno già in atto: l’elusione del GDPR da parte delle grandi aziende mediante l’esternalizzazione delle fasi più “rischiose” del trattamento dei dati verso piccole o medie imprese coperte dalle deroghe. Questo effetto perverso è particolarmente acuto nel settore dell’IA, dove le fasi che precedono l’addestramento dei modelli, come lo “scraping” di grandi quantità di dati personali dal web e la loro aggregazione in corpose banche dati, vengono spesso delegate a soggetti terzi che operano in zone grigie della legalità, assumendosi il rischio di sanzioni.
Interventi ben più incisivi sono però presenti nella proposta del cosiddetto “Digital Omnibus”, in cui si prefigurano alcune modifiche sostanziali del GDPR – e tutte nel senso di una riduzione della tutela di cittadini e cittadine.
Si inizia da una prima fondamentale modifica che riguarda la definizione stessa di dato personale e si prosegue modificando l’Articolo 22 del GDPR, che vieta le decisioni basate su processi interamente automatizzati, inclusa la profilazione, quando queste hanno effetti giuridici o un impatto ugualmente significativo sulle persone.
Infine, un gruppo nutrito di “ritocchi” al GDPR riguarda l’uso dei dati personali per l’intelligenza artificiale ampliandone la possibilità.
Questi provvedimenti, nel loro complesso, rappresentano una netta discontinuità rispetto alla tradizionale politica europea sulla protezione dei dati personali, fino a ieri acclamata dalle istituzioni UE come un baluardo dei “valori Europei”. Tanto che è lecito sollevare dubbi sulla legittimità stessa dei pacchetti Omnibus.
I “pacchetti Omnibus”, in particolare il Digital Omnibus, sono dovuti alla convergenza di due forze: da una parte, la spinta “endogena” rappresentata dalle ricette del rapporto Draghi e il monito a “fare qualcosa” per non perdere l’ultimo vagone del treno IA; dall’altra, la pressione “esogena” delle minacce di ritorsione da parte dell’amministrazione Trump contro ogni ostacolo al potere smisurato delle big tech statunitensi in Europa e nell’IA.
Queste due forze convergono nello smantellamento delle regole e nel taglio ai “diritti digitali” di cittadini e cittadine europei. E ciò proprio nel momento storico in cui l’impatto pervasivo dell’IA a guida americana sui diritti fondamentali richiederebbe, al contrario, un rafforzamento e un’estensione delle tutele.
Sarà possibile seguire la presentazione anche collegandosi al link
https://us06web.zoom.us/j/88937676217?pwd=wspn7ZpqxDvHDBLmNjua7JHkXBDJRa.1
*La newsletter “Quale Europa. Cronache per capire, discutere, scegliere” nasce come prosecuzione dell’attività iniziata con il libro “Quale Europa. Capire, discutere, scegliere” (Donzelli, 2024) con l’obiettivo di fornire informazioni e strumenti di analisi e definire proposte concrete verso l’Europa della giustizia sociale e ambientale da “consegnare” all’opinione pubblica. Tra gli argomenti considerati centrali c’è la trasformazione digitale.
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