Libertà e filosofia:la bellezza del mondo
sono i suoi malati.
Aristotele scriveva all’inizio della Metaphysica nel quarto secolo prima di Cristo: “Tutti gli esseri umani, a causa della loro origine (physei), sono protesi alla conoscenza (toy eidenai): ne è un segno l’amore che hanno per le sensazioni. Infatti, anche a prescindere dalla loro utilità, esse sono amate per se stesse e, più di tutte le altre, è amata quella che si manifesta per mezzo degli occhi”.
Citando Cambiano, nella sua traduzione critica della Metaphysica, nel 2017, Enrico Berti scrive in nota “physei significa: uomini e donne, liberi e schiavi”.
Nel 2015, nella quarta edizione di EIDENAI, io stesso avevo affermato: “L’incipit della Metaphysica di Aristotele è il primo testo del pensiero occidentale nel quale si dichiara esplicitamente la uguale dignità di tutti gli esseri umani”.
Si sa bene che il colonialismo europeo e la tratta degli schiavi nelle Americhe, dopo il 1500, ha prodotto in Europa il guasto mentale del razzismo.
Alcuni illustri grecisti tedeschi, all’inizio del secolo scorso, erano razzisti, ma Aristotele, nelle pagine che costituiscono il vertice del suo pensiero, non lo era. E, a mio avviso, si dovrà cercare di vedere se, nella sua Politica, le interpretazioni che ne sono state date siano all’altezza del testo del filosofo.
È vero che i greci disprezzavano, chiamandoli barbari, coloro che parlavano male il greco, ma le forme di razzismo degli europei moderni erano loro estranee. C’era la schiavitù, ma non era giustificata con il razzismo. Allo stesso Platone, uno dei massimi pensatori dell’antichità, è capitato, a Siracusa, di essere venduto come schiavo.
Questo vale anche per l’antica Roma. La civiltà mediterranea non era razzista.
Il razzismo degli europei in Europa e nelle Americhe, non è reperibile nella civiltà mediterranea.
Ora questo razzismo dichiara di essere una posizione politica, si dichiara di destra, ma non è né di destra né di sinistra, è una degenerazione del pensiero, una regressione dell’essere umano allo stadio pre-umano, quando non esisteva ancora il sapiens sapiens. Si tratta di una negazione della civiltà non soltanto nel suo essere, ma anche nella sua possibilità. La civiltà, l’elevazione dell’essere umano all’uguaglianza della libertà di ciascuno e dei suoi diritti uguali per tutti, in quanto tutti hanno uguale dignità, è impossibile: perché ci sono, a impedirlo, le razze.
Questo si sono inventati gli ingiusti per perpetuare l’ingiustizia.
Questa è la novità scaturita dalle cosiddette potenze per distruggere la coscienza di sé dell’Umanità.
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