“Anche la tigre fugge quando Tabaqi lo sciacallo impazzisce, perché la follia è la peggiore calamità che possa colpire un animale. Noi la chiamiamo idrofobia, ma gli abitanti della giungla la chiamano dewanee, pazzia”. Kipling inizia il Libro della Giungla con questo vocabolo hindi – dewanee – che ben si attaglia al masochismo di cui soffre una parte pur benestante dell’umanità. Come definire altrimenti la scelta dei brasiliani di riportare (forse) alla presidenza un Bolsonaro? O di votare in Serbia per restituire (forse) il potere a un Vucic che ha tributato onori militari alla salma di un criminale di guerra come Mladic? O di eleggere negli Stati Uniti dei parlamentari succubi di un Presidente mentalmente disturbato? Per non parlare delle imminenti elezioni in Israele. Tra il 25 ottobre e il 3 novembre l’Occidente si gioca quattro carte cruciali per la salute della democrazia. Il responso delle urne potrebbe avvicinare il rischio di una tempesta perfetta.
Il responso più atteso è quello che uscirà dalle urne in Israele. Meglio dunque rileggere l’intervento di Netanyahu all’Assemblea Generale dell’ONU, pronunciato il 24 settembre in una sala che si era svuotata al momento in cui il premier saliva al podio. Di aggressioni verbali ce ne sono state per tutti (Stati Uniti esclusi). A partire dall’Iran:
Avevo promesso di impedire alla dittatura assassina iraniana di sviluppare bombe atomiche volte a distruggere Israele, che potrebbero minacciare il mondo intero. È esattamente ciò che abbiamo fatto. […] Non abbiamo avuto dei partner più grandi del presidente Trump, e lo ringrazio per la sua leadership coraggiosa. Ha affrontato un enorme pericolo per l’America, Israele e il mondo. Capiva che, se lasciati senza contrastarli, gli ayatollah fanatici che cantano “Morte all’America, Morte a Israele” avrebbero realizzato le loro folli fantasie. Così Israele e America agirono insieme non solo per proteggersi, ma per salvare la civiltà.
Poi accenna brevemente al colonialismo europeo:
Noi siamo una piccola frangia di terra. Eppure accusano Israele di colonialismo. E chi ci accusa? Beh, anche persone in Gran Bretagna e in Francia. Sono loro ad aver inventato il termine; le loro colonie abbracciavano l’intero globo.
Il seguito si fa spericolato:
Negli ultimi tre anni, i nostri eroici soldati hanno combattuto giorno dopo giorno una guerra su sette fronti. Conoscete qualche altro paese grande quanto il New Jersey che sia capace di combattere su sette fronti? Hamas, Hezbollah, gli Houthi, l’Iran, le milizie in Iraq, le milizie in Siria, i terroristi palestinesi in Giudea e in Samaria. Si sono uniti tutti contro di noi per cancellarci dalla faccia della terra. Ma hanno fallito, perché invece di crollare abbiamo inflitto colpi devastanti a tutti, con i nostri grandi amici americani.
Chi ascoltava il discorso in sala si chiedeva: ma se hai sette nemici, non ti viene il dubbio di avere qualche torto anche tu? Avere qualche torto? No di certo, se si ricorre al vittimismo per sminuire la tragedia degli insediamenti illegali in Cisgiordania:
Ogni giorno i terroristi rimasticercano di uccidere la nostra gente, in particolare nella nostra storica patria, la Giudea. A proposito, da lì viene la parola ebreo, “Giudea”. Quella è la nostra terra. Cercano di ucciderci, migliaia di tentativi all’anno contro famiglie pacifiche. Sparano alle donne incinte, a intere famiglie. Naturalmente, nulla di tutto ciò è raccontato dalla stampa internazionale o dai social media. Si parla solo di una manciata di giovani delinquenti, circa 150, che entrano nelle case, lanciano pietre e abbattono ulivi. Così abbiamo messo la nostra Shin Bet sulle loro tracce. Ma quello che chiamano “violenza dei coloni” equivale a 2 o 3 morti l’anno, rispetto alle migliaia di attacchi terroristici contro coloni pacifici.
Saltando di pala in frasca, all’improvviso Netanyahu se la prende con il Qatar, il Paese che finanziava Hamas con la benedizione d’Israele:
Diversi governi hanno speso miliardi per diffondere menzogne sul mio paese. Il primo a farlo è stato il Qatar. Decenni fa ha iniziato a finanziare università americane e media tossici come Al Jazeera. Facevano lo stesso in Europa. Il loro obiettivo era lavare il cervello alle giovani menti per fargli odiare Israele, l’America, l’Occidente. Ed è lo stesso Qatar che ospita i macellai di Hamas del 7 ottobre.
Ce ne è anche per la Turchia, definita (con faccia di tolla) il Paese che “occupa illegalmente il nord di Cipro e ora vuole prendere il controllo della Siria”.
Naturalmente, il finale è dedicato a Gaza:
Mentre Hamas faceva tutto il possibile per tenere i civili palestinesi in pericolo, spesso sotto la minaccia delle armi, Israele faceva tutto il possibile per metterli fuori pericolo. Abbiamo inviato milioni di messaggi avvertendo i civili di lasciare le aree di combattimento. Abbiamo fatto milioni di telefonate. Abbiamo fatto cadere milioni di volantini. Voglio farvi due domande. Quale regime genocida dà un milione di vaccinazioni contro la poliomielite alla popolazione nemica? Quale regime genocida permette la distribuzione di 2 milioni di tonnellate di cibo a Gaza? Accusare Israele di genocidio è la più grande bugia del secolo.
Non è stata una buona idea affidare a Netanyahu il compito di rappresentare il proprio Paese all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
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