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Si sa che tutti i nodi vengono al pettine, prima o poi. Anche in Israele. Anzi, Israele stesso è un nodo geopolitico tanto grande e avviluppato quanto piccolo è il suo territorio. Nei giorni scorsi più di cento diplomatici israeliani a fine carriera hanno firmato un duro testo di condanna delle violenze esercitate dalle loro forze armate contro inermi palestinesi nei Territori Occupati in Cisgiordania. Si tratta di una prima assoluta nella storia del Paese, dove finora si erano verificati solo sporadici casi di protesta individuale, da parte di funzionari degli Esteri, per le azioni commesse da militari in spregio al diritto internazionale.

Ora, invece, è un’intera fascia d’età del corpo diplomatico israeliano – inclusi personaggi di altissimo rango come Alon Liel, già Segretario Generale del Ministero – che firma e svela “di che lacrime gronda e di che sangue” l’occupazione della Cisgiordania. Segnale inequivocabile di crisi della compagine governativa guidata da un Primo Ministro ricercato dalla Corte Penale Internazionale.

Una cinquantina di ex-diplomatici italiani ha voluto mostrare solidarietà verso i colleghi israeliani, firmando l’accluso messaggio di apprezzamento per il loro coraggio.

Giuseppe Cassini

Noi sottoscritti, ex ambasciatori e ufficiali del servizio diplomatico, chiediamo al Governo di Israele di prendere ogni misura necessaria al fine di fare immediatamente cessare gli atti di violenza contro i residenti palestinesi della West Bank, e di assumere urgenti e risoluti provvedimenti nei confronti dei crudeli responsabili di questi atti.

L’intollerabile violenza, intensificatasi sotto la copertura della guerra, è in aperto contrasto con ogni principio di buon governo e di moralità, ed è in totale violazione della legge internazionale e israeliana. L’assenza di una risposta adeguata da parte della leadership può essere vista solamente come un tacito supporto.

Il coinvolgimento a volte di soldati in uniforme e l’uso di equipaggiamento fornito dalla Stato rinforzano questa impressione.

In quanto funzionari che hanno dedicato le loro vite alla difesa dello Stato nel teatro internazionale, siamo allarmati dalla continua erosione della reputazione globale di Israele, dalle conseguenze di questa violenza per le sue relazioni estere e dal danno che si sta generando per noi come paese in cui lo Stato di diritto e la centralità dei valori morali devono restare pilastri fondamentali. Senza sminuire in alcun modo il diritto e il dovere dell’IDF di combattere il terrorismo di stampo palestinese, noi domandiamo che il Governo di Israele, a partire dal Primo Ministro e dai ministri della Difesa e degli Esteri, condanni senza riserve gli atti criminali e le lesioni verso i civili innocenti, e lo esortiamo a porre fine a questa deplorevole situazione senza ulteriori ritardi.

Avivi Pini, Avital Colette, Aviran Ofer, Avnon Artur, Adam Ron, Itam Ehud, Algar, Ilan Eldad, Rafael, Oren Yitzhak, Ashbel Dan, Bavli Ofer, Boker Ze’ev, Bahman Yitzhak Barukh Binah, Ben-Aba Irit, Ben-Ari Yaffa, Ben-David Devorah, Ben-Hur Oded, Ben-Yaakov Moshe, Ben-Shitrit Nissim, Bar-On Menashe, Baruch Ilan, Barak Rafael, Barkan Nimrod, Gur Shlomo, Goren Dori, Gol Ehud, Granot Avi, Dagan Beni, Divon Haim, Hadas-Handelsman Yaakov, Harel Victor, Herzl Liora, Herzl Tova, Harari Michael, Weinstein Tehiya, Waltzer David, Zohar Gershon, Horesh Leah, Hoshen Haim, Israeli Tuvia, Issacharoff Jeremy, Cohen-Litant Rivka, Kahanov Ruth, Kaspi Yigal, Carmon Daniel, Lev Eli, Levi Yaakov, Livneh Yosef, Lenk Arthur, Liel Alon, Magid Amiram, Mahal Ami, Mor Ilan, Mazur Anita, Marom Shmuel, Miluo Avi, Manor Evyatar, Merhav Reuven, Nachshon-Shelanger Emanuel, Nadai Amos, Sofer Mark, Sibel Ruby, Salpak Yoel, Samech Tamar, Sahar Eli, Amishav Yehoshua, Anatbi Yigal, Palti Uriel, Paran Yaakov, Pinchasi Daniel, Koren Avi, Kedem Daniel, Koren Haim, Kedar Yaakov, Kol Arthur, Kalai-Kleitman Zina, Ravid Ilana, Regev Yossi, Radian Gordon Rudika, Rubinstein Yael, Rubin Edna, Revach Jack, Ronen Michael, Roded Shimon, Ram Moshe, Shoham Yitzhak, Rimon Tzipora, Schutz Raphael, Schatz Ruth, Shtuper Irit, Shak Daniel Tamir Nati , Tamir Nadav.

Noi sottoscritti, ex funzionari del servizio diplomatico italiano, abbiamo letto con profondo apprezzamento la lettere firmata da un largo gruppo di colleghi israeliani afflitti dalla violenza in corso nella West Bank. Tra i firmatari dell’appello, abbiamo notato anche i nomi di diplomatici che hanno onorabilmente servito nel nostro paese, rafforzando i legami di amicizia e di cooperazione tra Israele e l’Italia. Nel clima tumultuoso che sta sconvolgendo in questi giorni il Medio Oriente, vogliamo esprimere il nostro supporto a coloro che, come voi, si batta per il rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale e della pace.

Maria Assunta Accili, Achille Amelio, Antonio Armellini, Marco Baccin, Antonio Badini, Francesco Bascone, Anna Blefari, Mario Boffo, Giovanni Brauzzi, Jolanda Brunetti, Rocco Cangelosi, Paolo Casardi, Giuseppe Cassini, Gabriele Checchia, Rosanna Coniglio, Fabio Cristiani, Antonio D’Andria, Anna Della Croce, Enrico De Maio, Roberto Di Leo, Pasquale Ferrara, Giovanni Ferrero, Patrizio Fondi, Paolo Foresti, Giovanni Germano, Franco Giordano, Maurizio Lo Re,  Luigi Maccotta, Giorgio Malfatti, Roberto Mazzotta, Maurizio Melani, Elio Menzione, Gian Giacomo Migone, Giuseppe Morabito, Ferdinando Nelli Feroci, Carlo Maria Oliva, Angelo Persiani, Michelangelo Pipan, Cesare Ragaglini, Roberto Rossi, Lucio Savoia, Riccardo Sessa, Mario Sica, Massimo Spinetti, Stefano Starace, Quito Terracciano, Michele Valensise, Gianfranco Varvesi.

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