Luca Carloni il 15 Marzo 2026 alle 01:06 Rispondi Sono arrivato qui cercando il significato di “piperno” : ” Avete una faccia di piperno” (Tommaso Landolfi, Le Labrene, Encarte). L’ho trovato, ma ho continuato ad aprire pagine web. Ho letto questo coccodrillo amicale solo un po’, poi ho lasciato perdere, perché appunto di cose fra amici si tratta, cose fra loro, nonostante il tentativo, poco convinto e ancor meno riuscito, di attingere qualcosa di più elevato e professionale. Leggere di “scorribande newyorkesi” mi ha subito messo di cattivo umore. Non avevo letto il nome dell’autrice. Toʻ, Ida Dominijanni, scriveva sul Manifesto quando ero giovane, mi pare, ma ha appena un anno più di me, quindi allora era piuttosto giovane anche lei? O era un’altra? Ma mi pare di averla vista in televisione anche negli anni 2000, la massa di capelli, non era lei? Ma sì, mi pare lei, ricordo sempre piuttosto arrabbiata, anche abbastanza brava però. Anche i due commenti qui sopra sembrano di coetanei. Io però con questa gente in realtà non c’entro, ho fatto un’altra strada e solitaria, che non portava da nessuna parte. Ma anche la loro strada non mi pare li abbia portati in posti di qualche significato, a parte le scorribande (e solo in quanto scorribande, almeno si divertivano). Io ho il vantaggio di non aver fallito, non potevo fallire, non avendo mai avuto obiettivi né programmi. Però sì, ho fallito perché pensavo che avrei dovuto averli. “pipèrno s. m. [prob. variante di peperino3 (v.), per raccostamento al nome della cittadina di Piperno, in prov. di Latina, che dal 1928 ha ripreso la forma classica, Priverno, del suo ant. nome lat. Privernum]. – Roccia eruttiva effusiva, trachite alcalina di colore grigio, ricca di sanidino e costellata di masse lenticolari scure, dette fiamme, formate da concentrazioni di minerali femici; si rinviene presso Napoli in due varietà, dette, a seconda della durezza, p. forte e p. dolce, e viene usata come pietra da costruzione.”
vincenzo crosio il 18 Gennaio 2025 alle 16:15 Rispondi E’ stato il mio segretario politico in Potere Operaio. Uomo, compagno e persona di eccezionale chiarezza politica e culturale.Non ha mai creduto agli escamotage politici. Anche nell’ultimo convegno di scioglimento fu abbastanza chiaro intorno ad un un estremismo magniloquente delle altre correnti presenti ma che nel corso del tempo osteggio’ nelle sue forme deliranti pur non facendo mancare il suo lucido contributo come in Metropoli. Il più lucido e più anticonformista del gruppo dirigente. Nel tempo mi pentii di non avere avuto modo di stargli più vicino, ma feci quel che potevo per dare il mio contributo insieme con Franco Berardi alla difesa del Gruppo dirigente sul caso 7 aprile.Una mente lucidissima e di vastissima cultura. Avevo in realtà solo 23 anni.
Carlo Rafele il 18 Gennaio 2025 alle 13:35 Rispondi Ciao, Ida. E c’è stato – anche – un Franco Piperno “dantesco”, indagatore della Cosmologia del Cielo dei sapienti, ricordo la sua Voce ammiccante, cifratamente perentoria… era come se la sua “ciclicità” avesse voluto afferrare e trattenere il lembo “storto” o maledetto di colui che, per Noi, si è “fatto scriba”, di questo avrei voluto parlargli, il mio ultimo incontro è dei primi anni Duemila, Biblioteca di Storia Moderna, le domande sugli “Amici” – “Hai visto Mario e Amelia di recente?” – custode dissimulato dell’Amitié”, come sai… rammarico per la sua assenza in questo 2025 che si annuncia esplosivo con il dominio Trump-Musk, le oligarchie selvagge del capitalismo “ignorante”, i falsi movimenti delle strategie di comunicazione, i giornali che sempre più si faranno “social” per non morire di inedia… bello quel passaggio dove di Franco dici “più Mario Tronti che Toni Negri”, chi sa come avrebbe replicato, fossimo stati insieme – dal mio osservatorio tra Adorno e Benjamin – gli avrei chiesto se di Toni Negri aveva letto il saggio su Leopardi e avrei lasciato a Te le valutazioni di teoria politica (pensandoti un po’ femminista-deviazionista, un po’ Machiavelli). A presto, spero.