CRS Toscana, Iniziative

Qui la locandina

Si può seguire l’incontro anche collegandosi al link: https://us02web.zoom.us/j/83184043333

Gli ultimi mesi del 2025 sono stati caratterizzati da due fenomeni politici di grande evidenza. Il primo, rapidamente archiviato dai commentatori politici, è stato l’aumento, in alcuni casi clamoroso, dell’astensione elettorale nelle elezioni regionali che si sono svolte tra settembre e novembre. Il secondo è stato lo straordinario movimento di solidarietà con la Palestina che, negli stessi mesi, ha riempito le piazze italiane non solo con enormi manifestazioni nazionali, ma anche con la forte partecipazione a quattro scioperi generali ed a moltissimi eventi organizzati in ogni angolo d’Italia.

Questa concomitanza smentisce l’interpretazione rituale e univoca dell’astensionismo solo come sintomo di una crescente disaffezione verso la politica, che si accompagna generalmente alla colpevolizzazione di chi viene accusato di disertare le opportunità offerte dal gioco democratico.

Dentro l’astensionismo crescente, accanto al rifiuto della condizione attuale della politica sembra esserci anche una forte domanda di politica, di una forma diversa della politica. Contro la povertà della politica tradizionale, dell’isterilirsi della democrazia parlamentare, della sostituzione della capacità di governo con la “governance” del pilota automatico tecnocratico è stata spesso valorizzata, talvolta anche al di là dei suoi meriti effettivi, la vitalità della società italiana, dei corpi intermedi ancora esistenti, la rappresentatività sociale del terzo settore e delle sue organizzazioni. Con la consapevolezza che la sua frammentazione è stato un limite difficilmente superabile, che solo episodicamente ha trovato la forza per conseguire risultati politici, per modificare il corso delle cose.

Quello che è accaduto nell’autunno italiano del 2025 sembra mostrare che questa debolezza non è un destino ineluttabile. Che il suo superamento può avvenire attraverso forme nuove di organizzazione dell’azione politica.

Non più la verticalità di una relazione gerarchica tra rappresentanza politica e società, che si risolve, con le attuali percentuali di astensione, in una espropriazione di rappresentanza da parte dei partiti. Ma l’orizzontalità delle relazioni tra funzioni politiche diverse e paritarie, che riescono a superare le rispettive parzialità.

Abbiamo osservato nella mobilitazione per la Palestina la compresenza inedita di occasioni di intersezione e opportunità di convergenza, lo strutturarsi efficace di funzioni organizzative di scopo, un uso sapiente della comunicazione orizzontale che riesce a sfruttare gli spazi di libertà ancora possibili nell’universo digitale, la messa in gioco del proprio corpo come risorsa politica. Un allusione ad una nuova forma dell’azione politica di cui l’esperienza politica della Flottiglia ha rappresentato uno straordinario laboratorio.

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