Questa è la storia di una Costituzione democratica tra le più belle del mondo, aperta, inclusiva, progressiva, che fin dall’inizio parti delle classi dirigenti del Paese e forze politiche di maggioranza hanno osteggiato e disatteso, nel quadro di ferree determinazioni di ordine internazionale. Da quarant’anni, poi, governi contrapposti e occasionali hanno tentato di riformarla ciascuno a propria misura e vantaggio. Questa Costituzione però ha messo radici nel cuore degli italiani, in forze culturali e in movimenti di cittadini, che ne hanno sviluppato il disegno dando concretezza a quel che si deve intendere per sovranità popolare e interessi generali. Così dopo “la Repubblica dei partiti” si lotta per affermare una “Repubblica dei cittadini”. Con l’espandersi di pratiche di cittadinanza attiva si sta formando una cultura del costituzionalismo dal punto di vista del cittadino comune che non poche proposte innovative ha già messo in campo.

GIUSEPPE COTTURRI

Ha insegnato fino al 2012 all’Università Aldo Moro di Bari Storia delle istituzioni politiche, Sociologia dei fenomeni politici, Sociologia del diritto, Filosofia del diritto. Ha diretto a Roma il Centro studi per la riforma dello Stato (Crs) e la rivista «Democrazia e diritto». Impegnato in uno dei più importanti movimenti civici, Cittadinanzattiva, come presidente nazionale dal 1993 al 2006 ha contribuito particolarmente a formarne la cultura politica. Tra le sue numerose pubblicazioni, ricordiamo le più recenti: Potere sussidiario. Sussidiarietà e federalismo in Europa e in Italia (2001); Per un altro Mezzogiorno. Terzo settore e “questione meridionale” oggi (con P. Fantozzi, G. Giunta, D. Marino, M. Musella, 2009); La forza riformatrice della cittadinanza attiva (2013); Declino di partito (2016); L’occasione mancata. Bari 1968-78 (2018). Con G. Arena ha curato Il valore aggiunto. Come la sussidiarietà può salvare l’Italia (2010).

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Un commento a “Romanzo popolare. Costituzione e cittadini nell’Italia repubblicana”

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