CRS Toscana, Iniziative

Un atteggiamento ecologico oggi deve implicare, oltre a un’ecologia del mondo esterno, una ecologia  del mondo interno. La devastazione che lo sviluppo dell’economia capitalistica sta portando con sé a  livello globale non è solo devastazione e rovina della natura esterna, come ha drammaticamente  testimoniato la pandemia del covid-19, ma anche mortificazione e squilibrio della natura interna,  psico-emozionale, dell’essere umano. La rivoluzione digitale, che pure può farsi strumento prezioso di  comunicazione e autoriflessione dell’umanità intera su se stessa, sulla sua memoria e sul suo futuro,  applicata invece in un contesto di liberismo e concorrenza mondiale, sta generando una umanità  caratterizzata da una mente solo orizzontale, sempre in connessione con le fonti di informazione  esterne, e povera ormai di verticalità, ossia della capacità delle mente di ognuno di entrare in contatto  con la propria individuale, e non comparabile con altri, sfera emozionale ed affettiva. L’umanità della  mente orizzontale è una umanità pronta ad accogliere il messaggio seduttivo e conformista dell’altro  esterno – è pronta cioè ad essere una mente fusionale e di gruppo nel senso peggiore della parola  – per l’incapacità di ascoltare la voce che le proviene dal proprio mondo e ambiente interno. È verosimile pensare che solo una pratica ecologica, tutta da inventare, delle relazioni umane possa  riaprire il discorso e consentire l’accesso, soprattutto ad un’umanità giovanile profondamente inibita  in tal senso, a una verticalità che la sussunzione della nostra vita al sistema di accumulazione di capitale  ha sostanzialmente spento e cancellato.

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